SwitchRadio.it - New Sound Generation
Dance Party Max Marchi
Eventi

81915644_2990098241022659_4551542543409479680_oDance Party Max Marchi

SAB 11 GEN

23:00

SAB 8 FEB

23:00

SAB 14 MAR

23:00

Sabato 14 marzo 2020 dalle ore 23:00 alle 02:00

Officina Gambrinus Via Alto Adige 164/B, 38121 Trento

All'Officina Gambrinus con l'energia e la voglia di fare festa che ci contraddistingue, una buona cena, una birra in compagnia e poi tutti in pista.

 
BARTLEBY
Eventi

bartTeatro Invito – coproduzione Teatro della Cooperativa
BARTLEBY

Venerdì 20 marzo 2020, ore 21.00 / Teatro Portland, Via Papiria, Trento

Di Herman Melville
traduzione Luca Radaelli
con Luca Radaelli e Gabriele Vollaro
regia e scenografia Renato Sarti
luci e tecnica Graziano Venturuzzo e Davide Scaccianoce
musiche Carlo Boccadoro
illustrazione e grafica Roberto Abbiati
Selezione NEXT2018

Foto di Laila Pozzo

Uno spettacolo che racconta il contrasto tra la vita frenetica e rampante incarnata da Wall Street e Bartleby, un personaggio che si rifiuta di svolgere le mansioni lavorative che il suo principale gli affida, finendo a poco a poco col rifiutarsi di vivere.

Presentazione spettacolo

Herman Melville è uno dei massimi scrittori di tutti i tempi. In Italia tale grandezza non è stata riconosciuta appieno: solo Moby Dick ha acquisito una certa fama, dovuta più al film o alle riduzioni per ragazzi che alla lettura integrale del romanzo, eppure opere come Taipi, Benito Cereno e soprattutto Billy Budd sono ormai considerate classici.

Di questi romanzi brevi il più particolare e discusso è Bartleby, lo scrivano (1853), considerato un precursore dell'esistenzialismo e della letteratura dell'assurdo. Anticipatore di Kafka e Camus, ispirato a Dickens o alle filosofie orientali, è uno dei testi più elusivi e affascinanti della Storia della Letteratura.

Ambientato a Wall Street, descrive il contrasto tra la vita frenetica, rampante, votata al denaro e alla produttività, incarnata dalla city newyorchese e Bartleby, un personaggio che si rifiuta di svolgere le mansioni lavorative che il suo principale gli affida, finendo a poco a poco col rifiutarsi di fare alcunché, financo di vivere.

Questa opposizione, così radicale, a un mondo positivista e pragmatico viene descritta dall'esterrefatto datore di lavoro: un pacifico avvocato che cura gli interessi di danarosi clienti, ma che prova una strana attrazione mista a compassione e desiderio di scoprire quale mistero si celi dietro al rifiuto sempre più reciso di Bartleby.

Il desiderio di Bartleby di affrancarsi dalla schiavitù del lavoro, e di un lavoro alienato come quello di copista, anche a costo della sua stessa vita, lo rende un personaggio oltremodo moderno, una sorta di working class hero: un eroe solitario che si batte con pervicacia donchisciottesca contro il Moloch del capitalismo internazionale.

Altrettanto interessante è l'antagonista/narratore: l'avvocato che cerca in tutti i modi di capire, senza riuscirci, la protesta dello scrivano. Il lavoro di scavo delle ragioni dell'altro, la pietà cristiana, l'indignazione, l'autoanalisi spietata anche dei sentimenti meno nobili che prendono il sopravvento in una simile vicenda rendono l'avvocato umanissimo e fanno sì che il lettore si immedesimi negli sforzi del principale.

L'idea di trasporre il testo per il teatro è venuta naturalmente: Bartleby è una narrazione fatta in prima persona dal personaggio dell'avvocato, una soggettiva attraverso la quale vivono gli altri personaggi: i tre dipendenti, i vicini di casa, il secondino, e naturalmente lo scrivano.
È una narrazione sul filo dell'ironia, a tratti persino comica, che ci prende per mano e ci conduce su un sentiero sempre più stretto, alla fine del quale ci ritroveremo sull'orlo di un abisso.
L'avvocato si sente in colpa, si domanda se ha fatto tutto quello che poteva per salvare Bartleby e gli spettatori si immedesimano, condividono la colpa, sentono il peso della loro inadeguatezza rispetto all'irruzione del diverso, del dropout, dell'emarginato.
Noi sentiamo affiorare gli stessi desideri, le stesse domande ogni qualvolta ci imbattiamo in un immigrato, in un accattone, in un malato di mente. Perché Bartleby è l'Umanità intera. Salvare Bartleby è l'impresa ardua, il grande fardello che ognuno di noi ha sulla coscienza.

 
I WILL SURVIVE
Eventi

iwillsurviveQui e Ora Residenza Teatrale
I WILL SURVIVE

Venerdì 3 aprile 2020, ore 21.00 / Teatro Portland, Via Papiria, Trento

Testo Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
Con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
Regia Marta Dalla Via
Supervisione drammaturgica Diego Dalla Via
Luci Paolo Tizianel
Realizzazione oggetti di scena Marco Amedani
Realizzazione costumi Sofia Rime
Con il supporto di Campo Teatrale
Con il sostegno del MIBAC

Ph Michela Di Savino | Artwork Leonardo Mazzi/neo-studio.it

Nei videogiochi, fino a qualche decennio fa, avevi tre vite. Oggi puoi giocare all'infinito, ma la vita, nella sua essenza, è rimasta quella degli anni ottanta: si muore una volta sola. C'è differenza fra vivere e sopravvivere?

Presentazione spettacolo

"Il mito greco insegna che si combatte sempre contro una parte di sé, quella che si è superata, un antico se stesso. Si combatte soprattutto per non essere qualcosa, per liberarsi.
Chi non ha grandi ripugnanze non combatte".
Cesare Pavese

Sono sopravvissuta al parto, alle cadute dal lettino, ai bulli delle elementari, all'amore non corrisposto delle medie, ad un paio di bocciature, ai fallimenti lavorativi, ad un incidente in autostrada, ad un matrimonio lampo e un divorzio eterno, ad una pericolosa reazione allergica, alla morte dei miei genitori... a quarant'anni questa è la norma. Sono una comune superstite del quotidiano.

Nei videogiochi, fino a qualche decennio fa, avevi tre vite. Tre possibilità per saltare o sparare o girare al momento giusto. Se sbagliavi, servivano altre monete. Oggi il bello dei videogame è che puoi giocare all'infinito e senza andare al bar. Ma la vita, nella sua essenza, è rimasta quella degli anni ottanta: si muore una volta sola. Eppure, con le sue monetine nelle tasche, l'umanità resiste. Combatte, lotta, si dibatte, a volte si lascia vivere, altre viene travolta. E' un'apocalisse mai catastrofica fino in fondo, un disastro continuo e patinato nonostante i soldi che mancano, i figli adolescenti, la casa che non c'è o costa troppo, il lavoro che consuma, il corpo che va a pezzi e non sai più come tenerlo insieme.

C'è differenza fra vivere e sopravvivere?

 
RocKom2020 - Cloz2020 Val di Non
Eventi

83853512_682865615582282_6645503107830644736_nRocKom2020 - Cloz2020 Val di Non

Venerdì 29 maggio 2020 alle ore 21:00

Cloz 2020 Val di Non

Alla due giorni della Cloz2020, il nuovo tour Rockom2020.

Musica

Organizzato da

KOMbrikola

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 Succ. > Fine >>

Pagina 7 di 7

Video della settimana

Condividi l'articolo