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MG66 e Diaolokan alla Pinta
Eventi

84485746_10158116573652146_6994419623823147008_oMG66 e Diaolokan alla Pinta

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore 22:00

La Pinta Birreria Via Nazionale, 41, 38123 Mattarello

Metal War Live! @ La Pinta BEER & FOOD

Musica

Organizzato da

MG66

 
Maitea live @GIN Pub
Eventi

86970889_1563498467149097_4059056042489675776_nMaitea live @GIN Pub

sabato 22 febbraio dalle ore 22:00 alle 00:00

The GIN Pub Via Mendola 42, Ronzone

Maitea live al Gin Pub di Ronzone

Musica

Organizzato da

Maitea

The GIN Pub

 
Carnevale 2020 • Ignorant Party • 22 Febbraio
Eventi

86694933_2740268209401654_2277672782575697920_oCarnevale 2020 • Ignorant Party • 22 Febbraio

Sabato 22 febbraio 2020 dalle ore 23:00 alle 02:30

Fabbrica in Pedavena Lago di LevicoVia Traversa Lido, 4, 38056 Levico Terme

Dettagli

Sabato 22 Febbraio
>>> CARNEVALE 2020 <<<
Non importa come vi sarete conciati...ma quanto IGNORANTI SARETE!Il meglio del peggio degli anni '90 e 2000 come sempre suonata dal grande >>> Diego Esse <<<
disturbato costantemente dalla inconfondibile voce del mitico >>>> Matty Vape <<<<

Vi aspettiamo carichi per cena con i piatti della nostra cucina, dai primi alle carni alla piastra, i fritti, i panini e hamburger km zero, i piatti della tradizione trentina e le nostre strepitose pizze gourmet...il tutto accompagnato da tutta la selezione di birre Birra Dolomiti - Fabbrica di Pedavena, le birre 100% italiane prodotte a pochi km dal vostro ristorante preferito.

⚠INGRESSO GRATUITO⚠
INGRESSO RISERVATO AI MAGGIORENNI (+18)

INFO E PRENOTAZIONE CENA: 0461 700366

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Festa Ingresso gratuito Discoteca

 
Caffè Cinematografico: il disagio mentale nei film d'animazione
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86784952_1948753315269640_5491034594658484224_oCaffè Cinematografico: il disagio mentale nei film d'animazione

domenica 23 febbraio dalle ore 21:00 alle 22:00

Café de la Paix Trento Passaggio Teatro Osele, 8, 38122 Trento

Il Caffè Cinematografico del Caffè de la Paix propone un terzetto di lungometraggi d'animazione aventi come tema il disagio mentale, l'alienazione, la scarsa capacità di adattarsi al mondo.I film scelti sono:
"Mary and Max" di Adam Elliot
"The king of pigs" di Yeon Sang-ho
"Anomalisa" di Charlie Kaufman e Duke Johnson.

Questa domenica 23 febbraio alle ore 21:
"The king of pigs" di Sang-ho Yeon, animazione - Corea del sud, 2011, durata 97 minuti.

Alcune recensioni:

Presentato l'anno scorso a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs, approda in Italia grazie al Florence Korea Film Fest The King of pigs, un film d'animazione diretto dal regista Yeon Sang-ho qui al suo debutto nel lungometraggio. Si tratta di una pellicola rivolta esclusivamente agli adulti a causa dei temi trattati e che testimonia il buono stato di salute dell'animazione coreana, di cui l'anno scorso abbiamo visto sempre al Korea Film Fest in anteprima e poco dopo nei cinema italiani Leafie – La storia di un amore.

Kyung-min, trentenne uomo d'affari, decide di contattare Jong-suk, suo ex compagno delle scuole medie nonché aspirante scrittore, che non vede da ben quindici anni. I due passano la serata a rievocare i tempi della scuola, anni in cui erano le vittime designate di un gruppetto di bulli. La loro unica speranza era riposta in Kim Chul, un compagno di classe dalla vita familiare disastrata, l'unico ragazzo in grado di opporsi alle violenze e ai soprusi e di diventare "il re dei maiali" del titolo, ovvero il difensore dei più deboli dalle vessazioni dei bulli.

Nerissimo, cupo e violento il film di Yeon Sang-ho non risparmia niente e nessuno nel mettere alla berlina in maniera spietata e impietosa le pecche della società coreana, dominata da ingiustizie, violenza e corruzione e ossessionata dal potere dei soldi e del successo personale. La piaga del bullismo è uno dei temi predominanti, con il mondo scolastico a ricalcare il modello della società coreana (...continua a leggere https://tinyurl.com/qla6chz)

UN SORPRENDENTE DEBUTTO DI ANIMAZIONE PER RACCONTARE UNA STORIA DOLOROSA.
Recensione di Emanuele Sacchi

Jung Jong-suk conduce una vita insoddisfacente, dividendosi tra la miseria economica, l'insoddisfazione professionale e la mancanza d'amore nell'ambito della sfera personale. Nel mezzo di una delle crisi più profonde suona il telefono e dall'altro capo gli parla Hwang Kyun-min, il suo migliore amico nei lontani tempi della scuola. È l'occasione per ritrovarsi e forse ripensare le proprie vite.
In linea con l'onda di crescita produttiva generale, anche sul fronte dell'animazione il cinema coreano corre al galoppo. Parallelamente a un Leafie che riporta allo spirito originario Disney di Bambi, crudelmente evocativo, ecco un esempio totalmente differente e oltremodo suggestivo in The King of Pigs. Dove l'animazione è strumento per raccontare una storia dolorosa, forse insostenibile, che procede per immagini difficili da ritrarre altrimenti, tale è la loro efferatezza (in primis la tortura inflitta a un gatto, ma molti scontri all'interno della scuola non sono da meno). La scuola come microcosmo del mondo, ancora una volta: caste sociali che si rispecchiano tra le quattro mura di un'aula, un'attitudine alla violenza dei capiclasse incoraggiata dalle autorità e al contrario repressa nei reietti del gruppo.
Cani contro maiali, secondo il punto di vista visionario e sociopatico del protagonista Jung Jong-suk, scrittore fallito prigioniero di un'adolescenza insostenibile e difficilmente dimenticabile; l'uomo si trasforma in bestia sin dalla più tenera età di fronte alla logica del branco, con un tratto grafico che richiama certo Satoshi Kon e una morale che sta tra Orwell e il Golding de Il signore delle mosche. Ma se ritrarre la prevalenza dei più forti e arroganti sui deboli e indifesi rappresenta una tradizione consolidata, difficilmente la si è vista così strettamente correlata alla differenza di censo come in The King of Pigs, che riflette amaramente sulla schiavitù del consumismo tipica della Corea del Sud e sulle sue nefaste conseguenze. La sequenza dei jeans Guess, rubati alla sorella da uno Jong-suk ignaro della differenza evidente con dei jeans da uomo, e dell'inesorabile sadismo che ne consegue è sottilmente rivelatrice dell'ossessione per il brand e lo status symbol, nuovi strumenti di prevaricazione violenta.
Una visione nichilista e perturbante quella di Yeun Sang-ho al suo debutto, ma The King of Pigs si merita tutte le parole spese in proposito durante le sue partecipazioni a Cannes e Busan.
(da Mymovies.it)

Yeung Sang-Ho dopo anni di esperienza nel cortometraggio animato debutta con il suo The King of Pigs, spietato racconto di bullismo vincitore di ben tre premi al Busan International Film Festival e primo film d'animazione coreano ad essere presentato al Festival del Cinema di Cannes.

Dopo che la sua impresa è fallita, il trentenne Kyung-Min in un raptus di follia uccide la moglie. Come se nulla fosse accaduto chiama il suo vecchio compagno di scuola Jong-Suk, ghost writer di biografie, con il sogno di avere successo con un proprio romanzo.
Per la prima volta dopo quindici anni i due si incontrano: nascondendo le proprie situazioni personali Kyung-Min e Jong-Suk cominciano a parlare del passato e del loro primo anno di scuola media, un piccolo inferno sulla terra, gerarchizzata in base alla ricchezza e ai voti. I due giovani si trovavano nella parte più bassa della catena alimentare, continuamente vessati dai più ricchi e bravi della loro classe, comandati a loro volta dai migliori studenti della scuola uniti in una sorta di società segreta. Ma un giovane ragazzo non ci sta e si ribella continuamente alle angherie dei compagni: è il giovane e disagiato Chul-Yi, ragazzino "imbattibile" che verrà trasformato nel leader dei più deboli.
Ma nel passato di Kyung-Min e Jong-Suk si nasconde un segreto che riguarda proprio Chul-Yi e, mentre si avvicinano alla loro vecchia scuola, Kyung-Min si avvicina sempre più alla verità di quel giorno che ha segnato indelebilmente le loro vite (...continua a leggere https://tinyurl.com/rywoa5b)

THE KING OF PIGS
di Yeon Sang-ho
Il tratto sporco e marcato del character design e i fondali poveri di The King of Pigs acuiscono lo squallore della vicenda, specchio tragico degli eccessi di violenza e competitività della società sudcoreana.
Non è un paese per deboli
Compagni ai tempi della scuola, Kyung-min, trentenne uomo d'affari, e Jong-suk, scrittore senza lavoro, si ritrovano dopo quindici anni e ricordano i crudeli compagni di classe, detti i "cani", che regnavano con violenza sui più deboli, i "maiali". Solo l'enigmatico Chul riusciva a opporsi alle vessazioni e umiliazioni, ribellandosi ai "cani" a forza di pugni. Chul era la speranza dei "maiali", la speranza di Kyung-min e Jong-suk... [sinossi]
Migliora a vista d'occhio lo stato di salute dell'industria sudcoreana d'animazione. Scemato l'entusiasmo dei primi anni del secondo millennio, quando venivano realizzati in pompa magna gli ambiziosi My Beautiful Girl, Mari (Mari iyagi, 2002) di Lee Seong-kang e Wonderful Days (Id., 2003), abbiamo assistito negli ultimi mesi a una significativa ripresa dell'animazione prodotta in Corea del Sud. Dopo Green Days – Dinosaur and I (Sojunghan Nare Kkum, 2011) di Ahn Jae-hoon e Han Hye-jin-I, più compiuto e di livello tecnico e artistico più raffinato, passato anche al Future Film Festival di Bologna, è il turno del cupo e violento The King of Pigs (Dwae-ji-ui wang, 2011), pellicola d'esordio di Yeon Sang-ho, presentata alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes [1].

Dal punto di vista squisitamente tecnico (...continua a leggere https://tinyurl.com/uc9wvl7)

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=BRp6NlkiHeE

La proiezione è riservata ai soci, la tessera (8€) si può sottoscrivere al momento e ha validità fino al 30 di settembre.
Si raccomanda la puntualità. Il servizio bar non sarà attivo durante la proiezione.

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Café de la Paix, passaggio Teatro Osele, 8 38122 Trento

 
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